Lezioni Dì Verità: Il Pensiero

1. Abbiamo appreso nella prima lezione che la sostanza latente in tutto ciò che vediamo è Dio; che tutte le cose sono l'unico ed il medesimo Spirito manifestantesi in gradi differenti; che tutte le varie forme di vita non sono che una sola vita espressa dall'invisibile in forme visibili; che tutta l'intelligenza e la saggezza del mondo sono Dio quale Sapienza manifesta in vari gradi; che tutto l'amore sentito e dimostrato fra gli esseri non è che una minima parte di Dio-Amore rivelato attraverso la forma umana.

2. In tutto l'universo non vi è che una sola Mente e questa Mente è Dio. Coloro che hanno seguito e compreso la prima lezione e riconosciuto Dio come Vita unica, Spirito unico, Potere unico, espri-mentesi in diversi gradi di manifestazione attraverso tutto e tutti, diranno: « Sì, quanto è stato detto è chiaro ».

3. Altri obbietterà : « Se tutta la Mente che esiste è Dio, com'è possibile che io abbia pensieri errati, e che essi non siano conformi a quelli emanati da Dio? »

4. E' difficile spiegare con parole la relazione fra la Mente universale e la mente di ogni singolo individuo, ma non appena questa è intuita scompare ogni difficoltà di comprensione.

5. Vi è in realtà nell'universo una sola Mente (o Spirito, che è Vita, Intelligenza, ecc.) e nello stesso tempo esiste un intelletto individuale che ci distingue l'uno dall'altro, ossia esiste il libero arbitrio, per cui non siamo dei burattini.

6. L'uomo è composto di spirito, anima e corpo. Lo spirito è l'Io immutabile di ognuno. Questo Io non è mai cambiato sin dall'inizio della nostra esistenza, e non cambierà mai per tutta l'eternità.

Quella che la « Scienza Cristiana » chiama « mente mortale » sarebbe la regione dell'intelletto dove pensiamo consapevolmente e siamo arbitri liberi. Questo elemento del nostro essere è in continuo processo di mutamento.

7. Lo spirito dell'uomo è la Scintilla Divina; l'a
nima è il rivestimento, per così dire, dello spirito; il
corpo è il rivestimento esterno dell'anima. Tutti que
sti componenti non formano in realtà che una cosa:
l'uomo integrale; così come il vapore, l'acqua ed il
ghiaccio non sono che tre stadi diversi dello stesso
elemento in vario grado di condensazione. Per ciò
che riguarda noi stessi non dobbiamo separare lo
spirito, l'anima ed il corpo, ma consolidarli invece
in un tutt'unico, se vogliamo essere forti e potenti.

L'uomo, nel suo stato ideale, vive nella consapevolezza del suo essere spirituale. Egli cade ogni volta che discende nella consapevolezza alla contemplazione della parte di se esteriore, ossia materiale, concentrandovi l'attenzione e considerandola il Sé reale.

8. La « mente mortale », termine così comunemente in uso e frainteso da molti, è la consapevolezza che contribuisce valore di realtà all'errore, che raccoglie i suoi dati dal mondo esterno mediante i cinque sensi. Paolo la denomina « mente carnale » in contrapposizione della « mente spirituale »; infatti egli chiaramente dice: « Ciò a cui la carne ha l'anima (ossia il credere ciò che dice la mente carnale) è morte (dispiaceri, preoccupazioni, malatt'e), ma ciò a cui lo spirito ha l'animo (cioè il potere di tranquillizzare la mente carnale e lasciare che lo spirito parli in noi) è vita e pace ».

9. Lo Spirito in noi è la Mente divina, la vera
Mente, poiché senza di Essa la mente mortale spa
risce, proprio come l'ombra svanisce quando il cor
po che la proietta è rimosso.

10. Se questo concetto della mente mortale e della Mente universale ci rende perplessi, non preoccupiamocene, e sopratutto non facciamone oggetto di discussione; abbandoniamolo per un po' di tempo e proseguendo con queste lezioni, vedremo che un giorno, tutto ad un tratto, comprenderemo con perfetta chiarezza.

11. Vi sono oggi due categorìe di persone che, nel campo della mente, cercano di liberarsi con mezzi spirituali da malattie, sventure, dispiaceri: l'una vuole che ogni teoria presentata sia provata mediante argomenti elaborati e logici prima che sia accettata con convinzione e volontà; l'altra è di* sposta a divenire subito « piccolo fanciullo », ed a farsi insegnare come indirizzare i primi passi verso la pura conoscenza (ossia la conoscenza della Verità come la vede Dio), per ricevere poi la luce mediante la rivelazione diretta dal Bene Perfetto. Entrambe cercano e raggiungeranno la stessa mèta; perciò nessuna delle due è da biasimarsi.

12. Se si cerca e si ritiene di potere ottenere una profonda cognizione di cose spirituali per mezzo di discussioni e di ragionamenti, per quanto si sia colti e per quanta esperienza si abbia, si correrà il rischio di fallire in questo campo, perchè si cerca l'assolutamente impossibile, cioè di racchiudere l'Infinito nella limitatissima misura della propria capacità intellettuale.

13. « Or l'uomo naturale non riceve le cose dello Spirito di Dio, perchè gli sono pazzia; e non le può conoscere, perchè le si giudicano spiritualmente » (1 Cor. 2:14). Eventualmente l'uomo si accorgerà di essere nelle immediate vicinanze del « regno dei Cieli », ed allora vorrà prendere intellettualmente il posto del « piccolo fanciullo » senza di che nessuno potrà accedervi.

14. « Le cose che occhio non ha veduto, e che orecchio non ha udito, e che non sono salite in cuore d'uomo, son quelle che Dio ha preparato (non preparerà) per coloro che l'amano » (1 Cor. 2:9,10, 11).

15. « Ma a noi le ha rivelate Dio per mezzo dello Spirito ».

16. « Infatti chi fra gli uomini conosce le cose dell'uomo, fuorché lo spirito dell'uomo che sta in lui? Cosi nessuno conosce le cose di Dio, se non lo Spirito di Dio ».

17. Per tutti coloro che vorranno fare per mesi e forse per anni questo lavoro eminentemente intellettuale e mentale, vi sono molti libri da cui potranno attingere aiuto, e molti maestri di metafisica il cui lavoro nobile e lodevole è di pilotare quelli che cercano la verità e la relativa soddisfazione. Ad essi cercatori noi auguriamo ogni bene in rapida manifestazione.

18. Noi diciamo però con Paolo che la « pazzia di Dio è più savia degli uomini » e che ogni anima ha diretto accesso a tutto ciò che vi è in Dio. Noi scriviamo per i piccoli fanciulli che senza indagini e discussione sono disposti ad accettare immediatamente ed a sperimentare delle facili e semplici regole, come quelle che Gesù insegnò alle moltitudini che lo ascoltarono con piacere, regole per mezzo delle quali è dato di trovare il Cristo (o Divinità) in noi immanente, affinchè per mezzo di Esso ognuno possa lavorare per la propria redenzione da ogni stato indesiderabile.

19. In altre parole, esiste una scorciatoia per
giungere alla sommità della collina; e mentre vi è
una strada comoda, ma lunga e tortuosa, per coloro
che la preferiscono, noi scegliamo il mezzo più breve e semplice per raggiungere la stessa mèta, rivolgendoci direttamente allo Spirito della Verità. Il nostro consiglio a coloro che desiderano fare rapidi progressi nelle cognizioni spirituali è di cessare dalla soverchia lettura dei libri che danno l'opinione altrui, oppure sono una specie di racconto delle varie esperienze dell'autore nella ricerca della Verità. La lettura di molti libri non è quella che porta alla conoscenza della Verità, bensì vi si arriva mediante la rivelazione che viene direttamente all'anima.

20. Non è nemmeno bene discutere queste lezioni con altri. Studiamo da soli. Cerchiamo da soli gli schiarimenti, e se questi non vengono subito, non ci scoraggiamo, non corriamo altrove per ottenerli, perchè, come abbiamo detto, con questo metodo non otterremo che l'opinione della mente mortale e potremo trovarci forse più lontani che mai dalla Verità che cerchiamo, giacché questa mente potrebbe dare relazioni sbagliate.

21. Lo Spirito di Verità stesso è alla nostra disposizione, in noi: « L'unzione che avete ricevuto da Lui dimora in voi ». Cerchiamola. Attendiamo pazientemente perchè essa « ci guidi in tutta la Verità ».

22. « Abbiate in voi lo stesso sentimento (mente) che è stato in Cristo Gesù ». Questa è la Mente Universale, che mai non erra. Facciamo tacere l'intelletto per un momento, e lasciamo che questa Mente Universale ci parli; quando essa parla, sebbene sia una « voce dolce e sommessa », sappiamo che ci dice la Verità.

23. Come fare a saperlo? Lo sapremo tanto sicuramente quanto sappiamo di essere vivi. Cadranno completamente tutte le discussioni del mondo fatte per convincerci contro la rivelazione che ci viene direttamente, La Verità che sappiamo e che non semplicemente crediamo, può essere usata al servizio altrui, e ciò che proviene dallo Spirito raggiungerà la parte più intima di colui a cui ci rivolgeremo.

24. Quello che nasce da una percezione esterna, od intellettuale, non può raggiungere che l'intelletto di coloro che si vorrebbe aiutare.

25. L'intelletto, o falsa mente, che è a servizio della Mente reale e come tale (mai come padrone) è buona, ama discutere, ma poiché tutte le sue percezioni sono basate sull'evidenza dei cinoue sensi, e non sui pensieri giusti della Mente divina in noi, è soggetta a sbagliare ed è piena di idee errate.

26. L'intelletto discute. Lo Spirito si appropria delle cose profonde di Dio e le rivela. Il primo può essere vero; l'altro lo è sempre. Lo Spirito non dà pareri sulla Verità, perchè è Verità, e come tale si rivela.

27. E' stato detto con ragione che il più sempli
ce fanciullo che ha imparato a dire con tutta l'anima
« Padre nostro » è infinitamente più grande del
l'uomo intellettuale che non lo ha ancora appreso.
Paolo fu un gigante dell'intelletto, esperto in tutta
la legge, un fariseo dei farisei; eppure dopo essere
stato illuminato dallo Spirito, scrisse: « Poiché la pazzia di Dio è più savia degli uomini, e la debolezza di Dio è più forte degli uomini ».

28. Ciò che noi come « menti mortali » pensiamo di Dio, di noi stessi, dei nostri vicini, ha una grande influenza nella nostra vita giornaliera, Sino ad ora, perchè ignoranti della nostra vera natura e dell'effetto che i nostri pensieri producono, li abbiamo lasciati indominati. La mente rivolta solo verso l'esterno dell'essere, ha lasciato quasi esclusivamente che la conoscenza pervenisse dai cinque sensi, ed i pensieri erronei conseguenti si sono risolti negli affanni e nei dolori corrispondenti.

29. « Ma », dirà qualcuno, « non capisco come il pensare a Dio o ad altri in modo errato possa far ammalare, od essere causa di altro male ».

20. Questo non è il momento per spiegare il meccanismo mentale per cui il pensiero errato è causa di risultati sgradevoli; per ora, invece, i lettori cerchino di pensare giustamente ed osservino le conseguenze.

31. Appropriamoci questo pensiero: «Dio mi ama ed approva ciò che faccio ». Soffermando spesso il pensiero su queste parole per qualche giorno, cercando di assimilarne la verità, se ne osservi l'effetto sul corpo e sulle condizioni ambientali.

32. La mente in un primo tempo proverà un senso di esaltazione che susciterà grande desiderio e senso di capacità d'armonizzarsi con la volontà divina. Seguirà una più attiva e migliore circolazione del sangue, con un piacevole senso di calore per tutto il corpo e si verificherà il migliorato funzionamento degli organi. La Verità fluirà poi dall'essere all'ambiente, sviluppando in tutti coloro che ci attorniano un senso di maggiore simpatia a nostro riguardo, senza che ci accorgiamo della ragione, ed infine le situazioni ambientali cominceranno a cambiare, uniformandosi ai desideri, invece del contrario.

33. Tutti sanno come un pensiero intenso di spavento o di dolore possa incanutire in poche ore; come una forte emozione faccia palpitare il cuore così rapidamente da parere che voglia saltare in bocca, e come questi effetti siano indipendenti dal fatto che la causa dello spavento sia vera od immaginaria. Cosi una critica troppo mordace fa inacidire il sangue ed è causa dei reumatismi; i pesi morali fanno curvare le spalle più dei pesi materiali. In tal modo, il credere che Dio ci consideri come « miseri peccatori » e che continuamente osservi e disapprovi tutte le nostre mancanze, ci scoraggia sommamente e ci paralizza quasi nella mente e nel corpo, tanto da farci fallire nelle nostre imprese.

34. E' forse difficile capire perchè, Iddio vivendo sempre in noi, non ottenga che i nostri pensieri siano giusti, invece di permettere che l'ignoranza trascini in pensieri erronei e sia la causa delle nostre avversità? Noi non siamo automi. Il bambino non imparerà mai a camminare da solo se noi lo sorreggeremo sempre. L'unico modo con cui egli si fortifieherà per agire da se, o in altre parole per divenire uomo, è quello di lasciarlo imparare ed avere fiducia nella propria energia, cosicché attraverso l'esperienza personale acquisti la conoscenza delle cose. Noi non vorremmo mai farne una marionetta, facendo i passi per lui, pur sapendo che dovrà cadere molte volte e farsi male percorrendo la via che lo condurrà alla perfetta maturità fisica.

36. Noi siamo in processo di sviluppo verso una più alta maturità spirituale, e nel cammino cadiamo spesso procurandoci sofferenze, ma solo attraverso queste esperienze potremo progredire, I genitori, per quanto il loro amore sia sentito e profondo, non potranno mai crescere per i loro figli ne può Dio in noi, che pure è Onnipotenza, crescere spiritualmente al posto nostro, senza fare di noi degli automi, e toglierci l'individualità.

37. I pensieri, se rivolti al lato esterno o nostro od altrui, riveleranno solo cose irreali, quindi temporanee e passeggere; tutti gli errori, gli insuccessi e le miserie dell'umanità appariranno reali, rendendoci infelici e malati.

38. I pensieri rivolti invece al lato spirituale degli uomini e delle cose, contemplando in essi il buono, faranno sì che il male apparente scomparisca, prima dalla mente e poi dalla vita. Paolo comprese ciò quando scrisse ai Filippesi: « Del rimanente, fratelli, tutte le cose vere, tutte le cose onorevoli, tutte le cose giuste, tutte le cose pure, tutte le cose amabili, tutte le cose di buona fama, quelle in cui è qualche virtù o qualche lode, siano oggetto dei vostri pensieri ».

39. Ognuno di noi può apprendere come rivolgere la consapevolezza verso la Mente Universale; o lo Spirito in noi, e può con l'esercizio imparare a far tacere questa caotica mente carnale ed a far pensare in noi ed attraverso di noi la Mente che è Dio (Infinita Sapienza ■ Amore Infinito).

40. Immaginiamo, per esempio, un grande serbatoio da cui partano innumerevoli rivi, o canali che, ad una certa distanza, diventano piccole fontane. Queste fontane non solo sono continuamente alimentate dal serbatoio, ma sono esse stesse centro di diffusione, dal quale s'irradia in ogni direzione l'acqua ricevuta, così che tutto ciò che entra nel suo raggio ne è rinfrescato e beneficato.

41. Ecco spiegato con questo paragone il rapporto esistente tra noi e Dio. Ognuno di noi è un centro irradiatore; ognuno di noi, per quanto modesto, è la fontanella che si trova all'estremità del canale, la parte opposta del quale si apre nel grande serbatoio che è Dio. La fontana rappresenta il nostro libero arbitrio, od individualità, separato dal Grande serbatoio-Dio, eppure uno con Lui, in quanto da Lui proviene costantemente il nostro rifornimento rinnovellatore, e senza dì Lui non siamo nulla.

42. Ognuno, per quanto sia umile la sua situazione nel mondo, può ricevere da Dio il bene senza limite, in qualsiasi forma desiderata, e irradiarlo intorno a sé. Ricordiamoci che, per ricevere ancora, occorre irradiare; giacché la stasi è morte.

43. La mente più semplice può benissimo afferrare il concetto che proprio la Sapienza divina, ll'Amore, la Vita ed il Potere — che sono Dio — attendono con impulso bramoso è' fluire in ogni essere in quantità illimitata. Quando tale sapienza si riversa in misura insolita nell'intelletto di qualcuno, si esclama: « Che mente prodigiosa! » Quando fluisce nel cuore dell'uomo, è l'amore che dissipa ogni amarezza, invidia, egoismo, e gelosia; quando fluisce nel corpo, è vita a cui nessuna malattia può opporsi.

44. Tanto è superfluo supplicare Dio quanto é superfluo supplicare il sole perchè risplenda. Il sole splende perchè è legge del suo essere di splendere, per cui non può sottrarvisi. Dio non può fare a meno di versare in noi illimitatamente saggezza, vita, potere — insomma ogni bene, perchè il dare è la legge del Suo essere; nulla può esimerLo da tale legge, se non il nostro libero arbitrio. Il sole splende sempre, ma se noi per ostinatezza od ignoranza ci mettiamo, o siamo già stati posti dai nostri avi, in uno degli angoli più remoti di una cantina umida e buia, non potremo avere né gioia, né godimento dalla sua luce; allora, per noi il sole non splende mai.

45. Non abbiamo finora saputo uscire da questo sotterraneo dell'ignoranza, del dubbio e dello sconforto; a causa del nostro modo erroneo di pensare, Dio ci ha apparentemente limitato la vita, la sapienza, il potere che tanto desideravamo e che tanto abbiamo supplicato per ottenere.

46. Come il sole non irradia un giorno vita e calore ed un altro giorno oscurità e gelo, così neanche Iddio può irradiare una volta amore ed un'altra volta ira e scontento.

47. « La fontana getta essa apertura il dolce e l'amaro? Può, fratelli miei, un fico dare ulive, od una vite fichi? »

48. Dio è il Tutto-Bene, sempre il Bene, sempre l'Amore. Egli non cambia mai, qualsiasi cosa noi facciamo od abbiamo fatto. Egli cerca di portare in visibilità sempre una maggiore parte del Suo essere attraverso di noi, per renderci più completi e più liberi.

49. Mentre il figliuolo invoca il suo Padre-Madre-Dio, il Padre-Madre già si protende con infinita tenerezza verso il figlio per esaudire i suoi desideri,

« Nel cuore dell'uomo l'invocazione nel cuore di Dio la provvidenza ».

RICAPITOLAZIONE

50. Vi è una sola Mente nell'universo.

51. La « mente mortale » è la falsa mente od intelletto che raccoglie la sua conoscenza dall'esterno e riferisce conformemente.

52. La Mente Universale vede e parla dall'intimo dell'essere.

53. Secondo il modo con cui pensiamo, abbiamo felicità od infelicità, successo od insuccesso. Possiamo, volendolo, cambiare il nostro modo di pensare.

54. Dio in ogni tempo riversa sempre più il bene nelle nostre vite per renderla più completa e più perfetta, e ciò senza riguardo ai cosidetti peccati.

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